Tramarada – Intrecci teatrali

Ottobre 2013

Biglietto 10 Euro
Ingresso riservato ai soci
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Per info e prenotazioni: info@theloom.it

Sabato 12 ore 21.30

Teatro delle Azioni

Esercizi di stile di Raymond Queneau

Regia Enrico Riviera
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Domenica 13 ore 21.30

Compagnia Diesis Teatrango

Il soldato, storia di un eroe senza coraggio

Di Riccardo Goretti
Regia Barbara Petrucci
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Sabato 19 ore 21.30

Effetti collaterali

Tabula

Regia Vania Coveri
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Domenica 20 ore 21.30

Teatro Bo

Un radiodramma – liberamente tratto da Un amore di Dino Buzzati

Regia Alessio Martinoli
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Teatro delle Azioni

Esercizi di stile di Raymond Queneau

Regia Enrico Riviera
Con:

  • Anna Bettazzi
  • Antonella Banchelli
  • Carlo De Simone
  • Christian Lenzi
  • Donatella Vigiani
  • Isabella Decarlo
  • Massimo Pierattini
  • Paolo Benassai
  • Rossella Ambrosini
  • Valentina Risaliti
  • Vanessa Fioravanti

Il lavoro dell’attore èi quello di dar corpo, parola e forma al personaggio, di farsi dunque portavoce di una storia, di un punto di vista, di una emozione, ed è in questi trenta e passa piccoli monologhi che ciò avviene in modo simile ma al contempo diverso l’uno dall’altro.

Si potrebbe aggiungere che dietro al puro e semplice esercizio di stile nel rappresentare la stessa storia ma con toni ed angolature diverse si può celare il significato della diversità della natura umana, che ci vede tutti simili noi ma al contempo assolutamente diversi, e magari ampliare le considerazioni filosofiche sull’elemento della diversità quale fattore indispensabile per ciò che riguarda il ciclo evolutivo sia umano che naturale, ma nella realtà dei fatti tutto ciò si può riassumere nella convinzione dell’assoluta inesistenza di quel concetto di “verità” a cui spesso si fa incautamente riferimento.

Dato che non si può stabilire la veridicità assoluta di nessuna storia l’importante diventa dunque non farci distrarre da essa, ma prestare attenzione a chi e come ce la racconta, per condividere o disapprovare un punto di vista, uno stato d’animo, un opinione, uno sguardo, un sorriso od un pianto ed al contempo considerare in tutto questo anche la profonda bellezza che è contenuta in un rapporto unicamente umano quale è la narrazione che, dalla notte dei tempi, caratterizza come caratteristica esclusiva la nostra specie.

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Compagnia Diesis Teatrango

Il soldato
Storia di un eroe senza coraggio

Drammaturgia: Riccardo Goretti
Adattamento e regia: Barbara Petrucci
Con: Aldo Gentileschi (attore, musicista)

Drammaturgia originale da testimonianze storiche e diaristiche della seconda guerra mondiale sulla resistenza dei soldati italiani all’estero.
Produzione rivolta alla scuola secondaria di primo e secondo grado, alle università e al pubblico in genere.
Il soldato come uomo; la guerra rende tutti uguali, come hanno sostenuto anche molti intellettuali delle due grandi guerre mondiali del novecento. Quali desideri, pensieri, legami affettivi dentro una vita “eccezionale”?

È possibile pensare che il soldato siano cento soldati diversi, voci sperse nel tempo di una moltitudine di persone senza volto che hanno sofferto la fame, l’umiliazione, la prigionia, ed alcuni la fucilazione a sangue freddo.
Non c’è limite alle possibilità dell’immaginazione.

Nella drammaturgia dello spettacolo il focus del racconto è la figura del soldato dentro una vicenda eroica ed eccezionale: la resistenza dei militari italiani a Cefalonia e Corfù, un evento estremo, ricco di contraddizioni, per interesse storico ed umano emblematico di altre vicende contemporanee. Il racconto teatrale nasce attraverso una ricerca su materiali e documenti dell’Istituto Storico Autonomo della Resistenza dei Militari Italiani all’estero (con sede ad Arezzo presso Campus del Pionta), diretto dal Prof. Camillo Brezzi e dalla Prof.ssa Graziella Bettini, Presidente Nazionale Associazione Divisione Acqui).

Ha debuttato A Venezia in anteprima nazionale nell’ambito del Convegno Internazionale L’Eccidio di Cefalonia.

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Compagnia Effetti Collaterali

Tabula

Regia: Vania Coveri
Con:

  • Giuditta Battaglia
  • Dalia Colzi
  • Emily Maurizi
  • Martina Cavaciocchi
  • Rachele Nencioni
  • Daniele Peruzzini
  • Silvia Calamai
  • Giovanni Solinas
  • Claudio Poli
  • Ada Cavaciocchi
  • Alessandro Bucca

“Al centro del microcosmo della quotidianità, spettatore impassibile e protagonista involontario c’è lui: un tavolo. Ma quante cose possono succedere intorno a un tavolo? Cene tra amici, contrattazioni finanziarie, bisticci familiari, intense (più o meno) sessioni di studio, esami sfiancanti, intime confessioni, flirt appassionati, giochi di abilità, sperimentazioni culinarie. L’idea che sta alla base di Tabula è semplice come la sua immobile scenografia. Metti un tavolo in mezzo alla scena ed immagina tutto quello che vi si può scatenare attorno (e perchè no, sopra oppure sotto), che immobile proprio non è. Tabula è una continua commedia degli equivoci e dei malintesi, un circo di tipi umani che incontriamo ogni giorno nelle strade, nelle scuole, nei locali, nei posti di lavoro o nelle nostre stesse case, grotteschi, goffi, alle volte sciocchi, alle volte furbi, vincenti ma più spesso vinti, un carosello di capovolgimenti di fronte e di personaggi il cui unico centro di gravità permanente è quel ripiano di legno con quattro gambe là in mezzo, muto e indifferente eppure sempre presente. Tabula è un piccolo spaccato di satira sociale su noi stessi, sulle maschere che indossiamo, sulle nostre bassezze e ingenuità, sulle idiosincrasie della quotidianità. Perchè in fin dei conti tutti siamo dei cliches ma nessuno si sente tale. E allora tanto vale sederci attorno allo stesso tavolo e riderci sopra.”

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Teatro Bo

Un radiodramma liberamente tratto da Un amore di Dino Buzzati

Produzione

Teatro Bo/Ass. Cult. Amaro in Plastica, RadioSpin/Fabbrica Creativa Universitaria APS

Drammaturgia, Regia e Disegno Luci

Alessio Martinoli

Interpreti

Giulia Aiazzi e Alessio Martinoli

Supporto tecnico

Fabbrica Creativa Universitaria APS

Un radiodramma liberamente tratto da Un amore di Dino Buzzati è un omaggio al suo autore, un affacciarsi confuso verso le sue parole per scoprire altri sensi, i nostri stessi sensi.
Un amore parla di un’ossessione che potrebbe essere nostra, possibile, viva, già vissuta, morta.
La stessa ossessione che il lettore scopre in sé rispetto all’intero corpus dell’opera di Buzzati, data alle stampe così completa da suggerirne immediatamente l’impossibilità di una conoscenza assoluta; quando proprio sembra di aver fatto una nuova scoperta,cercata, agognata, ancora una volta ne emerge la natura ignota.
Buzzati racconta l’uomo in perpetua ricerca di una base fondante su cui costruirsi , un uomo le cui azioni sono indirizzate verso l’estenuante sforzo di rendere certo, scientifico, chiaro e lampante ciò che per sua stessa natura è e sarà sempre ignoto, cioè il significato della vita stessa.